Sulle colline goriziane viene prodotta una grande varietà di vini bianchi e rossi che dal 1968 si fregiano della denominazione di origine controllata. I bianchi di questa Doc in genere si abbinano ad antipasti magri, minestre d’orzo,
zuppe di verdura, piatti a base di uova, pesci di lago e di mare in umido. Vanno degustati in calici a tulipano svasato a una temperatura di 8-10 °C. La Malvasia si accompagna bene ad antipasti e insalate di pesce, minestre e passati di verdura e pesci cucinati al naturale. Va degustata in calici a tulipano svasato a una temperatura di 8-10 °C. Il Cabernet Franc è ideale assieme a preparazioni saporite a base di carni bianche e rosse, pollame nobile e selvaggina al forno o allo spiedo. Si consiglia di servirlo in calici ballon a 16-18 °C. La conservazione di questi vini prevede che le bottiglie vadano tenute, coricate, in scaffalature di legno, perché questo materiale attutisce i colpi e le vibrazioni, e che vengano mantenute al buio, a temperatura costante fra 10 e 15°C e con un’umidità intorno al 70-75%, in modo che il tappo non si asciughi.
Come si produce: La metodologia utilizzata per la produzione dei bianchi (vinificazione in bianco) mira all’immediata estrazione del succo dal frutto, in maniera che la fermentazione riguardi solo la parte liquida, ma ultimamente si stanno imponendo tecniche innovative di macerazione a freddo o pellicolare, allo scopo di far passare nel mosto le sostanze aromatiche primarie contenute nella buccia. Nella vinificazione in bianco sempre più frequentemente la pressatura è effettuata direttamente su uve intere, quando non precedentemente pigiate, per separare il mosto dalle parti solide, riducendo al minimo la lacerazione delle bucce. Alla pressatura segue l’allontanamento delle particelle in sospensione e la fermentazione del mosto pulito a una temperatura massima di 20°C. Si procede, quindi, ai travasi per il definitivo illimpidimento del vino, il quale è, a questo punto, pronto per l’imbottigliamento. La metodologia produttiva dei rossi può essere definita come la vinificazione con la vinaccia (costituita dalle parti solide dell’uva, bucce e vinaccioli) a contatto con il mosto durante la fermentazione, per estrarre parte delle sostanze in essa contenuta. L’uva viene pigiata e, nella maggioranza dei casi, diraspata, quindi posta in speciali recipienti per la fase di fermentazione e macerazione. Al termine della macerazione la svinatura permette di sgrondare dalla parte liquida le vinacce, ottenendo così il vino fiore. A questo punto il vino viene sottoposto a travasi per eliminare le altre sostanze solide eventualmente precipitate, quindi viene indirizzato all’affinamento e all’invecchiamento, per un periodo anche molto prolungato, e infine stabilizzato e imbottigliato. Sia i bianchi che i rossi con una gradazione minima di 12 gradi e con un periodo di invecchiamento di due anni ottengono la specificazione aggiuntiva “Riserva”.

